Monday, June 02, 2014

ADAMO SAPEVA DEL PIANO DI DIO?




Genesi 2:23 E l’uomo disse: "Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne……La domanda che ci proponiamo, è questa: Perché Adamo parlò in questo modo? Questa espressione rivela, con chiarezza, che egli abbia avuto un’antecedente simile esperienza, quella di trovarsi con un’altra donna, ma che per qualche motivo a noi sconosciuto, il rapporto di coabitazione non era adatto, essendo nella prima creazione, la donna stata creata non dalle sue ossa, né dalla sua carne. Questo fatto coinciderebbe perfettamente con il capitolo primo dove Dio creò l’uomo, (maschio e femmina). Ci sarebbe stata, allora, una creazione antecedente fuori dal Giardino (Genesi 2:12 E l’oro di quel paese è buono…), e che quel popolo avrebbe avuto timore di Dio, (si pensi alla cacciata di Caino che nessuno avrebbe dovuto ucciderlo),  e che in quella fase il rapporto fra uomo e donna non sarebbe stato  coeso né funzionale, come l’uomo avrebbe voluto. Questa seconda volta, Dio, avendo preso Adamo, da quella prima creazione, lo pose nel Giardino per studiarlo. Poiché a quanto sembra, consapevole della precedente esperienza, ora esprime con certezza d’essere d’accordo a quello che Dio ha fatto, formando la donna dalla sua stessa carne.
Se consideriamo che nella prima creazione, l’uomo fu fatto a immagine di Dio, nella seconda creazione, con la parola “finalmente”, Adamo è lo stesso della prima creazione, e che il Signore rivela che l’uomo è anche anima vivente.  Così leggiamo che Adamo non parla come un uomo, ma come uno che è più che un uomo, avendo facoltà decisionale, nel dire "Questa finalmente è ossa delle mie ossa…. A ragion di logica, egli sapeva che Dio gli avrebbe tolto la costola e sapeva anche, che quando si sarebbe svegliato avrebbe trovato una compagna simile a lui, perché fu addormentato e consapevole dell’operazione che Dio fece con le sue stesse mani. In riguardo alla sua natura di “anima vivente”, non la conosciamo esattamente, ma certo egli non era un mortale, nel senso che non era sottoposto alla morte. E se non lo era, le sue parole e le sue esclamazioni, sono da attribuirli, come dette, da un semidivino sia Adamo sia Eva con facoltà di parlare direttamente con Dio in Spirito visibile.  Nello stesso periodo, oltre il “Giardino dell’Eden esisteva già un popolo: Genesi:4:16 “Allora Caino si allontanò dalla presenza dell’Eterno e dimorò nel paese di Nod, ad est di Eden, e se questi popoli conoscevano quel segno che Dio fece a Caino, certamente temevano Iddio. Se, quel popolo, è stato, lontano da Dio di sua libera scelta non lo sappiamo, ma possiamo intravedere un particolare, che Dio prendendo Adamo e ponendolo nel Gradino, decise di separare quel popolo dal suo progetto. Così, avendo posto Adamo nel Giardino, sembra che Dio ha voluto fare una generazione capace di comprendere il suo amore e divenire un giorno incorruttibile. Qui crea la donna in un modo più intrinseco e ravvicinato all’uomo e la rende anche più fedele ad Adamo. Ecco così suona opportuna la parola di Adamo “finalmente”. Crediamo che satana non intervenne nella prima creazione perché la considerò, diversa dai piani di Dio, ora invece esercita, tutto il suo accanimento a ostacolare il piano di Dio, mettendo in atto tutta la sua aggressività (permessa da Dio).  Vediamo che, sebbene l’evolversi dei fatti sia molteplice e i soggetti agenti diversi, tutto si svolge sotto il controllo del potere di Dio, affinché, gli uomini per mezzo di Gesù Cristo, riacquistino l’incorruttibilità. A tale proponimento, l’uomo sarà sedotto e posto nel banco della prova di questo mondo per essere lavorato come lo fu Adamo nel Giardino. Questo intervento, durerà a lungo fino a quando Dio lo vorrà e deciderà la fine dei tempi.  
 Prima di quel tempo, il nemico avrà potestà in questo mondo, di colpire l’onesto cuore dell’uomo, e causargli quanto più male, ma la sua posizione non sarà mai di vantaggio, essendo sopraffatto dalla verità di Dio e dalla fede dell’uomo che sebbene vacilli, la sua anima sarà riconoscente a Dio. 
Dio sia lodato Dio.