Sunday, August 02, 2015

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI




Matteo 15:36 la moltiplicazione dei pani è uno dei miracoli più portentosi eseguiti da Gesù, in cui oltre l’esecuzione del prodigio, si nota il suo sentimento di pietà verso coloro che lo seguivano.
Al verso 32 dice …..  Io ho gran pietà della moltitudine perciocché già tre giorni continui dimora appresso di me.
Ci si chiede, come poteva resistere il popolo, tre giorni senza mangiare, essendoci anche donne e bambini?
Abbiamo visto, in altre occasioni, che prima del tempo di tre giorni, Gesù, avendo avuto fame si era diretto verso un albero di fico e non avendo trovato frutto, lo seccò. Quale fu, qui, la situazione che permise il popolo a indugiare a mangiare per un così lungo tempo?
Notiamo, un po’ sopra al v. 30, che una grande moltitudine si accalcava per assistere Gesù che operava prodigiosi miracoli. Facile immaginare, allora è, che di fronte quell’evento eccezionale il popolo avrebbe perso lo stimolo di mangiare.
  Gesù, avendone avuto compassione, espresse il desiderio di provvedere per la moltitudine, offrendo loro del cibo, ma a questa iniziativa i discepoli risposero che quel luogo era come un deserto e per certo non si sarebbe potuto trovare alcun cibo per sfamare quella moltitudine.
 Gesù, così, decidendo di offrire loro da mangiare chiese ai discepoli, quanti pani avessero da parte.  Sette pani e alcuni pesciolini gli risposero.
Notiamo, qui, una diversa attitudine di Gesù, rispetto ad altre volte quando diceva, per esempio, la tua fede, ti ha salvato o sii nettato, e se il suo atteggiamento era diretto con autorità divina, qui, Egli non esprime nessuna autorità, bensì chiede grazie a Dio.
Questa condotta ci porta a considerare, con maggiore riflessione, il perché Egli chiese grazie a Dio, quando invece, avrebbe potuto non chiederla, essendo il Figlio di Dio.
Consideriamo Mosè che nella stessa situazione, quando diede l’acqua, battendo la verga sulla roccia, Egli non rese grazie a Dio, Numeri 20:10 e che, per tale motivo, ricevette l’ira di Dio, che fu quella di non entrare nella terra di Canaan, mentre, qui, Gesù che poteva non chiedere grazie, Egli, umile di cuore, ha chiesto grazie a Dio Padre.
Vediamo, allora, la differenza dell’uomo Mosè, che dà da bere senza chiedere grazie a Dio e quella di Gesù, che dà da mangiare al popolo chiedendo grazie a Dio, pur avendo la facoltà di non farlo.
Il motivo che Gesù rese grazie a Dio, può essere trovato in una possibile partecipazione della Trinità di Dio che volle partecipare al distribuire di pane e pesce alla grande moltitudine, per il solo fatto che, se lo spettacolo della moltitudine ha commosso Gesù, certamente commosse anche Dio. 
Ci sarebbero due indizi che ci confermerebbero tale partecipazione di Dio, i sette pani e i sette corbelli rimasti. Non è un puro caso che queste due quantità siano uguali, ma approfondendo sul significato dei due indizi, ci sarebbe da riflettere sul numero totale degli uomini delle donne e dei bambini.
Su questo, consideriamo che Dio ci abbia dato un compito da scoprire. Noi mettendo in atto l’immaginazione e lo spirto, diciamo per prima cosa, che Dio certamente sapeva, quanto erano tutti. Allora non resta altro che identificare questo totale.
 Se gli uomini erano quattro mila, le donne dovevano essere di meno e supponiamo che erano la metà di quattro mila, cioè due mila. I bambini certamente dovevano essere ancora di meno delle donne. Seguendo lo stesso ragionamento semplice, diciamo che erano la metà delle donne, cioè mille.
Totale settemila, ecco che, diciamo se lo fosse tale totale o no, sicuramente si dà gloria a Dio.
La moltiplicazione dei pani raffigura la mensa che Dio offre a tutti i partecipanti alla sua cena. Così, lo fu quando Gesù trasformò l’acqua in vino, esso fu per tutti, come per festeggiare l’inizio del suo ministero sulla terra.
Pace e fede nel Signore